giovedì 22 ottobre 2015

GOBEKLI TEPE: IL TEMPIO PIÙ ANTICO DEL MONDO COSTRUITO PER ADORARE LA STELLA SIRIO?

Un complesso che risale a sette millenni prima della Grande Piramide di Giza, e che è il più antico esempio noto di architettura monumentale. Intorno all'8000 a.C. il sito venne deliberatamente abbandonato e volontariamente seppellito con terra portata dall'uomo. Perchè?

Gobekli Tepe Sirio

Gobekli Tepe, secondo la storiografia ufficiale, non dovrebbe esistere. Si tratta, infatti, di un sito archeologico situato a circa 18 km a nordest dalla città di Şanlıurfa, Turchia, nel quale è stato rinvenuto il più antico tempio in pietra della storia dell’umanità e che sta sconvolgendo tutte le certezze sulle origini della civiltà.
I risultati dei test sostengono l’ipotesi che Gobleki Tepe risalga a 11 mila anni fa, ossia quasi 6 mila anni prima della comparsa delle prime civiltà nella mezza luna fertile in Mesopotamia (a lungo considerata la culla della civiltà) e ben 8,5 mila anni prima della costruzione della Grande Piramide di Cheope, diventando così il più antico esempio noto di architettura monumentale.
Gobekli Tepe, ricorda vagamente Stonehenge, ma fu costruito molto prima, e non con blocchi di pietra tagliata grossolanamente ma con pilastri di calcare finemente scolpiti a bassorilievo: una sfilata di gazzelle, serpenti, volpi, scorpioni, cinghiali selvatici. Intorno all’8000 a.C. il sito venne deliberatamente abbandonato e volontariamente seppellito con terra portata dall’uomo.
Gobekli Tepe e altri siti mediorientali stanno cambiando le nostre idee su una svolta fondamentale nella storia umana: la rivoluzione neolitica, quando i cacciatori-raccoglitori nomadi si trasformarono in agricoltori stanziali.
Gli archeologi continuano a scavare e a discutere sul suo significato: come è stato realizzato? Qual è la sua storia? Non si conosce nemmeno chi l’abbia realizzato. Per certi aspetti, la struttura è venuta fuori dalle tenebre dell’ultima era glaciale di cui non sappiamo niente, ed è entrata sulla scena storica già pienamente formata.
Un contributo importante sulla comprensione di Gobekli Tepe potrebbe venire da uno studio pubblicato su arXiv.org dal ricercatore italiano Giulio Magli, archeoastronomo e docente presso il Politecnico di Milano, secondo il quale il tempio fu probabilmente costruito per venerare la stella Sirio.
A lungo i ricercatori hanno speculato sull’utilizzo cultuale di Gobekli Tepe, ma nessuno finora è riuscito ad indovinare quale tipo di religione fosse praticata nel tempio.
L’intuizione di Magli si basa sulla disposizione circolare dei pilastri di pietra che compongono il tempio in maniera molto simile a quelli del sito Stonehenge, il quale, secondo i ricercatori, potrebbe essere stato concepito come osservatorio astronomico.
Il ricercatore italiano ha simulato la volte celeste notturna che si sarebbe osservata dalla Turchia quando Gobekli Tepe fu costruita.
Nel corso dei millenni, infatti, la posizione delle stelle cambia a causa dell’oscillazione dell’asse terrestre. Stelle che si trovano vicino all’orizzonte, con il passare del tempo, possono sorgere e tramontare in punti molto diversi o scomparire del tutto, per poi ricomparire migliaia di anni dopo.
I calcoli di Magli hanno rivelato che i pilastri megalitici di Gobekli Tepe sembrano essere allineati con il punto in cui sorge la stella Sirio. Utilizzando le mappe esistenti del tempio e le immagini satellitari, il ricercatore ha tracciato una linea immaginaria che collega diverse strutture del sito con il punto in cui sorge la stella.
Sono tre gli anelli di pietra di Gobekli Tepe che sembrano essere allineati con il punto all’orizzonte in cui Sirio sarebbe sorta rispettivamente nel 9100 a.C., 8750 a.C. e 8300 a.C.
Ancora oggi Sirio, conosciuta anche come Stella del Cane, può essere ammirata da quasi ogni parte del mondo come la stella più luminosa nel cielo.
«Sirio è così evidente che il suo sorgere e tramontare è stato utilizzato come base per l’antico calendario egizio», spiega Magli. Alla latitudine di Gobekli Tepe, Sirio sarebbe rimasta nascosta sotto l’orizzonte fino al 9300 a.C., per poi ‘spuntare’ improvvisamente nel cielo.
«La mia teoria è che il tempio di Gobekli Tepe sia stato costruito per celebrare la ‘nascita’ della nuova stella», continua Magli. «Si può immaginare che la comparsa di un nuovo oggetto nel cielo possa addirittura aver posto le basi di una nuova religione».
La teoria di Magli necessità altri approfondimenti e calcoli più accurati eseguiti con un teodolite, un dispositivo per misurare gli angoli orizzontali e verticali. Inoltre, non è chiara la sequenza con la quale sono stati costruiti i pilastri, quindi è difficile dire se gli anelli sono stati costruiti per seguire il percorso di Sirio nel cielo.
Le colonne finemente cesellate e la loro disposizione astronomica possono essere state ottenute solo con l’utilizzo di strumenti altamente tecnologici, molto al di là di quella disponibile all’epoca del neolitico. In effetti, nel sito non è stato ancora trovato nessun tipo di attrezzo che possa svelare in che modo sia stato costruito il tempio.
Inoltre, lo studio di Magli tira in ballo la stella Sirio, uno dei corpi celesti più importanti nella mitologia dei popoli antichi.
Sirio e la cultura antica
Sirio è una stella bianca della costellazione del Cane Maggiore. Essa si trova infatti ad una distanza di 8,6 anni luce, ed è perciò una delle stelle più vicine alla Terra.
Sirio fa parte di un sistema binario: infatti, attorno alla stella principale (Sirio A) orbita una nana bianca chiamata Sirio B, che compie la propria rivoluzione attorno alla primaria in un periodo di circa 50 anni.
La grande luminosità di Sirio ha attirato da sempre l’attenzione dei popoli più diversi. La prima testimonianza di questo nome è datata intorno al VII secolo a.C. nell’opera poetica Le opere e i giorni di Esiodo.
Molte culture storiche hanno dato a Sirio dei forti significati simbolici, in particolare legati ai cani; in effetti, è spesso chiamata nei Paesi anglosassoni con l’appellativo “Stella del Cane”, ossia la stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore. Spesso appare anche legata al mito di Orione e al suo cane da caccia.
Altre culture in diverse parti del mondo associavano invece la stella ad un arco e delle frecce. Gli antichi cinesi immaginavano un ampio arco e una freccia lungo il cielo australe, formato dalle attuali costellazioni della Poppa e del Cane Maggiore; la freccia era puntata sul lupo rappresentato da Sirio.
Una simile associazione è rappresentata nel tempio di Hathor di Dendera, in Egitto, dove la dea Satet ha disegnato la sua freccia su Hathor (Sirio). Nella tarda cultura persiana la stella era similmente rappresentata come una freccia, ed era nota come Tir. Nel libro sacro dell’Islam, il Corano, Allah (Dio) viene definito il “Signore di Sirio”!
L’enigma dei Dogon
Nel Mali, Africa occidentale, c’è una popolazione, i Dogon, noto per le sue conoscenze sulla stella Sirio che sarebbero da considerare impossibili senza l’uso di un telescopio.
Essi tramandano un mito di creazione il cui protagonista è un essere proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B), venerato come il dio Amma. I Dogon affermano di essere i suoi discendenti.
Nel 1947, dopo aver vissuto con i Dagon per più di diciassette anni, l’antropologo francese Marcel Griaule riportò una storia veramente incredibile. Gli anziani della tribù rivelarono a Griaule uno dei loro segreti più gelosamente custoditi, nascosto anche alla maggior parte della comunità tribale.
I capi hanno raccontato di come i Nommo, una specie mezza pesce e mezza umana, abbiano fondato un’antica civiltà sulla Terra. Nonostante la loro cultura primitiva, gli anziani Dagon dicono di aver ricevuto una profonda conoscenza del sistema solare da uno dei misteriosi Nommo.
Gli anziani sono a conoscenza delle quattro lune di Giove, degli anelli di Saturno e sono consapevoli della forma a spirale della Via Lattea e sanno che sono i pianeti a muoversi intorno al Sole e non viceversa.
Ma ciò che più sconcerta gli etnologi è la conoscenza dei Dagon delle orbite, delle dimensioni e della densità delle stelle del sistema di Sirio. I Dogon hanno accuratamente confermato l’esistenza di Sirio A, B e C, conoscenza che la moderna scienza ha acquisito solo di recente. Sirio C è rimasta sconosciuta fino al 1995, quando gli astronomi hanno notato l’influenza gravitazionale che questa esercita sul movimento di tutto il sistema.
Eppure, da centinaia di anni, i primitivi Dagon, non sono erano a conoscenza delle tre stelle, ma ne conoscevano anche alcuni dettagli. Da dove gli è venuta questa conoscenza?

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