martedì 31 marzo 2015

INDIVIDUATA UNA PIRAMIDE SEPOLTA A TIAHUANACO: PREVISTI A BREVE GLI SCAVI

Secondo quanto annunciato dal governo della Bolivia, i ricercatori del Centro de Investigaciones Arqueológicas, Antropológicas y Administración de Tiwanaku (CIAAAT) cominceranno presto gli scavi presso l'antica fortezza di Tiahuanaco, a seguito del rilevamento di una piramide sepolta.

tiahuanaco

L’antica fortezza di Tiahuanaco, situata nella Bolivia occidentale, è certamente uno dei siti archeologici più enigmatici dell’America precolombiana.
Dopo migliaia di anni dal suo declino, Tiahuanaco conserva ancora gelosamente molti dei suoi segreti.
Ma nuove rivelazioni potrebbero venire da una sorprendente scoperta fatta di recente: una piramide completamente sepolta individuata con l’ausilio del georadar (GPR).
«Esploreremo la zona di Kantatallita (71 km ad ovest di La Paz), ad ovest della piramide Akapana. È lì che abbiamo individuato una piramide sepolta di tre livelli», spiega Ludwig Cayo, direttore del CIAAAT (Centro de Investigaciones Arqueológicas, Antropológicas y Administración de Tiwanaku).
Secondo quanto riportato da Fox News Latino, gli scavi dovrebbero cominciare tra maggio e giugno, in base agli accordi cooperazioni con le università e gli istituti stranieri desiderosi di impegnarsi nella campagna di scavi. Secondo Cayo, la campagna dovrebbe impiegare circa 5 anni.
Le scansioni del georadar hanno segnalato la presenza di diverse “anomalie sotterranee”, che potrebbero essere monoliti e altre strutture. Tuttavia, si attendono ulteriori analisi prima di giungere a conclusioni ufficiali.
Tiahuanaco, situata nei pressi del Lago Titicaca a 3850 metri di altezza è stata la capitale di un impero che si estendeva tra la Bolivia, il Perù e il Cile, raggiungendo l’apice della sua espansione tra il 300 e il 1000 d.C.
Le leggende andine tramandano che la zona intorno al lago Titicaca sia stata la culla dei primi esseri umani sulla Terra, scelto da Viracocha, il creatore di tutte le cose, come luogo della sua creazione.
Le rovine di Tiahuanaco sono davvero impressionanti. Ad oggi, è difficile stabilire una data precisa sulla sua fondazione, ma alcuni ricercatori hanno sostenuto che potrebbe risalire a 12 mila anni fa, una datazione che mette in crisi la cronologia ufficiale della civiltà umana.
La porta del Sole della città di Tiahuanaco, scolpita da un unico grande blocco di roccia pesante 18 tonnellate, è uno dei monumenti più importanti delle civiltà precolombiane.
Non meno importante della porta del Sole è il Grande Idolo, un blocco di arenaria rossa alto 8 metri, che come altri colossi ricoperti di simboli, rivela una buona conoscenza astronomica della sfericità della Terra.
All’inizio del XX secolo l’ingegnere austriaco Arthur Posnansky (1873-1946) dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanaco. L’ingegnere concentrò i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente.
Posnansky si rese presto conto che i costruttori di Tiahuanaco avevano realizzato un gigantesco osservatori astronomico allineato al Sole e alle stelle. Posnansky osservò che nel primo giorno di primavera, il Sole sorgeva esattamente al centro della porta principale del tempio: è l’inizio di una straordinaria scoperta.
Questi allineamenti astronomici, infatti, gli consentirono di datare il sito: per tutto l’anno il Sole sorge ogni giorno in un punto differente dell’orizzonte. Il primo giorno di primavera si può vedere il sole sorgere esattamente al centro.
Studiando la disposizione del complesso, Posnansky deduce che il primo giorno d’inverno o d’estate, il Sole dovrebbe sorgere agli angoli, cioè in corrispondenza dei pilastri sui lati del tempio. Ma non è così. Gli archeologi “ortodossi” affermano che si sia trattato semplicemente di un errore da parte dei costruttori.
Osservando la perfezione con cui è stato costruito il sito, sembra davvero molto improbabile che i costruttori abbiano potuto compiere un errore così grossolano, sbagliando i marcatori dei solstizi.
Non convinto dell’ipotesi errore, l’archeologo Neil Steede compie un accurato controllo dei calcoli di Posnansky. Misurando la diagonale delle pietre angolari, e comparando l’angolo alla posizione attuale del sorgere del Sole, Posnansky era giunto alla conclusione che Tiahuanaco era stata costruita almeno 17 mila anni prima!
Ma a quell’epoca l’inclinazione dell’asse terrestre era leggermente diversa rispetto a quella di oggi: all’epoca della costruzione del sito, infatti, il solstizio invernale e quello estivo sarebbero sorti esattamente sopra le pietre angolari.
“Grazie agli strumenti astronomici più precisi che oggi abbiamo a nostra disposizione, possiamo dire che la datazione reale di Tiahuanaco risalga a 12 mila anni fa”, conclude Steede. “E questo, dovrebbe far riflettere tutti noi sulla vera origine della civiltà”.

lunedì 30 marzo 2015

CINA: MISTERIOSE STRUTTURE CIRCOLARI TROVATE NEL DESERTO DEI GOBI

Le misteriose strutture trovate nella regione di Turfan, Cina, continuano a interrogare i ricercatori. Si tratta di circa 200 strani cerchi e quadrati realizzati con pietre non originarie del deserto. Secondo alcuni esperti, le strutture potrebbero essere state utilizzate dai nomadi per adorare il Sole e compiere rituali sacrificali.

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Sono circa 200 le misteriose strutture scoperte nel deserto dei Gobi nel 2003 alle quali i ricercatori stanno ancora cercando di dare una spiegazione.
Conosciuti dalla popolazione locale di Turfan come “strani cerchi di pietra”, le formazioni presentano dimensioni e forma molto variegate, alcune decisamente intricate.
I cerchi, situati sulle Montagne Fiammeggianti, colline sterili ed erose in arenaria rossa della catena montuosa dello Tien Shan in Xinjiang, sono sparsi su una superficie ampia più di 6,6 km².
Uno degli enigmi ai quali non è stata ancora data una risposta, è il fatto che le formazioni sono state realizzate con rocce non provenienti dal deserto, ma da un altro luogo non ancora identificato.
Secondo gli esperti, le strutture di Turfan presentano analogie importanti con i cerchi di Stonehenge nel Wiltshire. Come riportato dal People’s Daily Online, recentemente le strutture sono state filmate dall’alto nel tentativo di comprenderne le origini e la funzione.
Formazioni simili sono state trovate anche sul Burhan Haldun, una vetta dei monti Hėntij, Mongolia.
«Prima di tutto, le formazioni sono di origine antropica, senza alcun dubbio», spiega il dottor Volker Heyd, archeologo dell’Università di Bristol. «Ho visto caratteristiche simili nella vicina Mongolia, dove sono ben note e considerate come elementi rituali. Alcune di queste potrebbero essere marcature per i luoghi di sepoltura».
In Mongolia, infatti, gli scavi hanno confermato questa ipotesi. «Tuttavia, le altre strutture, se non la maggioranza, potrebbero denotare luoghi considerati sacri o con particolari proprietà spirituali», continua Heyd.
Secondo quanto rivelato dai ricercatori, le strutture presenti nel deserto dei Gobi potrebbero risalire all’età del bronzo, a circa 4500 anni fa. Tuttavia, alcune di esse potrebbero essere più recenti, risalendo al periodo medievale, ma non tutti sono d’accordo.
Un particolare cerchio di pietre è noto come “Il Cerchio del Sole” ed è formato da quattro cerchi concentrici, il più grande dei quali misura 8 metri di diametro. A sud-est di questo, sono stati individuati altri cerchi di diverse dimensioni.cerchio-del-sole
Osservando questo particolare cerchio, uno degli esperti locali ha ipotizzato che probabilmente si trattava di luoghi di culto sacrificali di un antico popolo nomade, anche se la natura di tali sacrifici è del tutto sconosciuta.
«In tutta l’Asia centrale questi tipi di cerchi sono considerati come luoghi sacrificali», spiega l’esperto sul sito di Yahoo. «Questo, in particolare, possiamo considerarlo come un luogo anche per adorare il dio del Sole».
Questa è una delle caratteristiche che permettete di paragonare i cerchi di Turfan con quelli di Stonehenge, le cui origini e finalità rimangono in gran parte sconosciute. Tuttavia, anche il famoso cerchio di pietre del Wiltshire potrebbe essere stato utilizzato per adorare il Sole.

Misteriosa cripta alle Barbados

Molte sono le storie che circolano sui misteri che avvolgono i Caraibi. Uno di questi misteriosi eventi è sicuramente quello che vede protagonista le isole Barbados e la sua diabolica Cripta...

Misteriosa cripta alle Barbados

Il 9 agosto 1812 la bara dell'onorevole Thomas Chase, uno schiavista delle isole caraibiche Barbados, veniva fatta scendere nella cripta di famiglia.
Appena scostata la grande lastra marmorea che chiudeva la tomba, la luce delle fiaccole illuminò qualcosa di strano. Una delle tre bare già contenute nella camera sepolcrale era rovesciata. Un'altra, quella di un bambino, giaceva sottosopra in un angolo. Appariva a tutti ovvio che la cripta era stata profanata.
Eppure, a ben guardare, non c'era alcun segno di manomissione. Rimessi i sepolcri al loro posto, la tomba era stata accuratamente richiusa. Quando la notizia si diffuse, la gente del posto non ebbe dubbi: erano stati certamente gli schiavi negri a combinare quel pandemonio, dal momento che Chase e la sua famiglia non meritavano altro, crudeli e senza scrupolo com'erano.
Non per nulla, la terza delle tombe già presenti nella cripta era quella della figlia di Chase, Dorcas Chase, suicidatasi solo un mese prima per sottrarsi, si mormorava, alla brutale violenza del padre.La cripta delle Barbados venne sigillata nuovamente tutto venne rimesso a posto. Poco tempo dopo la Cripta fu trovata nuovamente aperta, con molte cose messe fuori posto. La particolarità che ancora una volta destava sospetto era che: le grandi lastre di marmo della cripta, erano state cementate e non vi era traccia di effrazione. Una delle bare quella della signora Thomazina Goddard, la prima a essere stata introdotta nella cripta, aveva tutte le tavole scompaginate, come se qualcuno si fosse accanito con una violenza estrema.

Per far fronte temporaneamente alla situazione, le assi di legno erano state rimesse insieme con delle corde; e la bara appoggiata contro una parete. La storia a dir poco inquietante, in breve tempo aveva già fatto il giro delle isole limitrofe alle Barbados. In breve tempo tutta la comunità, ed il reverendo Thomas Orderson, si trovarono al centro della preoccupazione popolare. il reverendo si mostrava alquanto intransigente, a chi lo interrogava senza morbosità, raccontava che, essendo pure lui ansioso di risolvere il singolare mistero. I rilevamenti effettuati in seguito sull cripta non mostravano segni di forzatura, si penso quindi ad un passaggio segreto per accedervi. Non solo non esisteva alcun passaggio segreto, ma sia le pareti che il pavimento e il soffitto a botte, risultavano ben scavati nella roccia calcarea. Iniziarono a circolare numerose teorie su questo macabro posto, che la cripta fosse maledetta e che in essa agissero forze di ordine soprannaturale.Cripta Barbados

Successivamente toccò alla signora Thomazina Clarke essere introdotta nel sepolcro, ben rinchiusa in una bella cassa di prezioso legno di cedro. Per rimuovere l'abbondante cemento che sigillava la porta d'ingresso ci volle un bel po' di tempo, ma anche una volta rimosso la porta non voleva saperne di schiudersi. Immediatamente dietro, infatti, stava appoggiata la bara di Thomas Chase, che l'ultima volta in cui si era scesi nella cripta era stata sistemata a buona distanza. Anche tutti gli altri sacelli erano stati violati, con la sola eccezione della bara della signora Goddard, quella tenuta insieme con delle funi.
Prova ulteriore che non si poteva comunque parlare di inondazione, perché altrimenti non si sarebbe potuto spiegare come mai pesanti sarcofaghi di pietra avessero potuto galleggiare sull'acqua e una bara di legno no. Tuttavia, una spiegazione, diciamo così, soprannaturale potrebbe essere l'unica in grado di dare ragione del mistero. Correva voce presso la gente, che lo strano fenomeno aveva incominciato a manifestarsi solo dopo che nella tomba di famiglia era stata deposta una donna che si era suicidata.

Stando alla teoria soprannaturale, le anime delle altre persone sepolte non l'avrebbero accettata: da qui i continui sconvolgimenti. Certo, si tratta di un'ipotesi che suona per lo meno azzardata, ma resta ancora oggi l'unica disponibile, in qualche modo accreditata; visto che nessuno ancora dopo tutto questo tempo sia riuscito a risolvere il mistero della cripta delle Barbados.

Il disco nel lago di Vostok: dopo trent’anni il mistero è ancora fitto

Trent’anni e venticinque milioni di anni. Queste sono le tappe di quello che, probabilmente, è oggi il più affascinante mistero che riguard...